Il frassino da manna

Orniello e frassino meridionale: gli alberi che danno la manna, come crescono e come si coltivano sulle Madonie.

Il genere Fraxinus

Circa 65 specie di alberi e arbusti a foglia caduca, originari delle zone temperate dell’emisfero settentrionale.

I frassini crescono in genere rapidamente e sopravvivono in condizioni ambientali difficili: aree inquinate, esposte alla salsedine o a forti venti. Resistono bene sia alle basse sia alle alte temperature.

Famiglia
Oleaceae
Specie
circa 65
Foglie
caduche
Areale
zone temperate dell’emisfero nord

Tre specie

Le specie più diffuse in Italia. Solo dove l’estate è calda e secca la linfa si rapprende in manna.

Fraxinus excelsior

Fraxinus excelsior

Frassino maggiore

In Sicilia non dà manna

Altezza
fino a 40 m
Foglie
7-15 foglioline
Fioritura
marzo-aprile, prima delle foglie

Il frassino maggiore è un albero imponente, caratterizzato da una chioma ampia, foglie composte con foglioline relativamente larghe e corteccia grigiastra. Produce samare allungate riunite in grappoli penduli. Nell’Italia meridionale vive a quote elevate e in Sicilia è presente solo sulle Madonie, dove il clima non abbastanza caldo e arido non permette alla manna di rapprendersi.

Fraxinus angustifolia

Fraxinus angustifolia

Frassino meridionale

Si incide per la manna

Altezza
fino a 25 m
Foglie
5-13 foglioline
Fioritura
febbraio-marzo, prima delle foglie

Il frassino meridionale presenta foglie composte più strette e slanciate rispetto alle altre specie. È tipico degli ambienti mediterranei e si distingue per la resistenza al caldo, la corteccia scura e i grappoli di samare. Insieme all’orniello è una delle specie che si incidono per ricavare la manna.

Fraxinus ornus

Fraxinus ornus

Orniello, frassino da manna

Si incide per la manna

Altezza
circa 10 m
Foglie
7-9 foglioline
Fioritura
insieme alle foglie

L’orniello, o frassino da manna, è una specie di dimensioni più contenute, diffusa negli ambienti mediterranei. Ha foglie composte, fiori bianchi profumati riuniti in vistose pannocchie e samare che maturano successivamente. Si coltiva come albero ornamentale e per la manna che si ottiene incidendone la corteccia.

Orniello
Orniello (Fraxinus ornus)

L’orniello, l’albero della manna

Dalla corteccia esce una linfa biancastra, per le incisioni dell’uomo o per la puntura di un insetto, la Cicada orni. Rappresa, è la manna.

Nome scientifico
Fraxinus ornus
Famiglia
Oleaceae
Altezza
circa 10 m, raramente di più
Radici
fittonanti, con robuste radici laterali
Corteccia
liscia, grigio-verdastra, più scura con l’età
Frutto
samara lineare, 2-3 cm × 3-5 mm

Il tronco è più o meno tortuoso; nelle piante isolate la chioma è arrotondata, con rami eretti e ramoscelli patenti. Il legno ha caratteristiche simili a quelle del frassino maggiore e ne condivide gli usi. Ama terreni asciutti, aridi e calcarei e preferisce temperature costanti almeno fino a metà settembre.

Gemme, fiori e frutti

Gemme di orniello
Gemme

Le gemme sono grigio-cenerine, più raramente grigio-bluastre, coperte da un fine tomento bruno-rossiccio. Le terminali sono ovali, allungate e appuntite, con poche squame esterne patenti; le laterali, più piccole e ovato-acute, hanno di solito due sole squame.

I fiori, biancastri e profumati, sono riuniti in dense pannocchie prima erette poi pendule e si sviluppano insieme alle foglie sui rami dell’anno precedente. Ogni fiore ha calice persistente a 4 lacinie, corolla a 4 petali laciniati, 2 stami gialli con lungo filamento e ovario biloculare biovulato con stilo breve. Il frutto è una samara lineare lunga 2-3 cm e larga 3-5 mm, con un solo seme a sezione tondeggiante.

Le foglie

Foglia di orniello
Foglia composta

Opposte, imparipennate e pubescenti lungo il rachide, con 7-9 foglioline. Ogni fogliolina è picciolata, ovale-lanceolata, acuminata all’apice e attenuata alla base, lunga 3-7 cm, con margine dentato a denti ottusi rivolti verso l’interno; verde sopra, più chiara e villosa lungo la nervatura principale sotto.

In erboristeria le foglie dell’orniello sono spesso mescolate a quelle del frassino maggiore, o le sostituiscono. Entrambe le specie sono molto variabili e facili da confondere, ma tre caratteri distinguono l’orniello:

  • sapore subito amaro
  • peluria più abbondante
  • foglioline munite di piccioletto

Varietà descritte da diversi botanici, oltre alla forma tipica

  • rotundifolia
  • juglandifolia
  • lanceolata
  • garganica
  • argentea
Frassineto sulle Madonie Ingrandisci

Estati calde, poca escursione termica, aria secca: condizioni che oggi si incontrano solo a Castelbuono e Pollina.

Fascia altitudinale dei frassineti da manna.

Dove cresce

I frassineti occupano soprattutto la fascia tra 100 e 700 m di quota; più in alto il periodo di produzione inizia più tardi e dura meno. I frassini si adattano a suoli diversi, dalle terre sciolte e profonde ai terreni argillosi, aridi e pietrosi.

Gli impianti attuali risalgono per la maggior parte a prima del 1950. In circa metà dei frassineti il frassino è consociato all’olivo, al mandorlo o, più di rado, a colture erbacee come la fava, che con le proprie lavorazioni avvantaggiano anche gli alberi e contribuiscono a fertilizzare il terreno.

3-5 m
distanza tra le piante di frassino maggiore
2-3 m
distanza tra le piante di orniello

Un anno nel frassineto

Le lavorazioni preparano il terreno alla raccolta: tengono a bada le erbe infestanti, che ostacolano incisione e raccolta e sono un’esca per gli incendi, e liberano lo spazio attorno al tronco.

G F M A M G L A S O N D
Erpicaturadove la pendenza lo consente
Fresaturafine maggio, inizio giugno
Pulizia del tronco e scalzaturasquasatura, raggio di 50-80 cm
Incisione e raccoltaestate, fino alle soglie dell’autunno
Potatura leggerarimunna, circa ogni due anni
Ogni mese è diviso in due metà. Scalzatura: si toglie la terra attorno al tronco per sistemare i cladodi di fico d’india o le foglie d’agave che raccolgono la linfa colata.

Taglio a raso

Si tagliano insieme tutti i polloni e si allevano quelli nuovi emessi dalla ceppaia, diradati e talvolta innestati. Ne risulta un ceduo coetaneo.

Taglio a sterzo

Si tagliano i singoli polloni man mano che la loro produttività cala. Il soprassuolo diventa disetaneo e non attraversa periodi improduttivi.

Il frassineto da manna è governato a ceduo: la ceppaia resta, i fusti si rinnovano.

La vita di una ceppaia

Dalla stessa ceppaia nascono più generazioni di polloni, ciascuno inciso per un certo numero di anni e poi sostituito.

Prima incisione
3-5anni dopo la nascita del pollone
Produzione di un pollone
15-27anni
Vita produttiva della ceppaia
~80anni

Da 6699 a 100 ettari

Oggi resta circa l’1,5% della superficie a frassineto del 1929.

Nel Settecento la frassinicoltura ebbe un forte sviluppo in tutta la provincia di Palermo. Nei primi decenni dell’Ottocento i frassineti coprivano 3174 ettari: 3053 in provincia di Palermo, 120 in provincia di Messina e uno in quella di Caltanissetta. Il 75% si trovava nel circondario di Castelbuono.

Nel 1929 la superficie era salita a 6699 ettari e rimase su questi valori fino alla Seconda guerra mondiale. La diffusione della mannite di sintesi portò poi a un progressivo abbandono, finché la coltivazione si ridusse alle sole Madonie: circa 100 ettari nei comuni di Castelbuono e Pollina.

Primi decenni dell’Ottocento

3174 ha

1929

6699 ha

Oggi

100 ha

Superficie a frassineto in Sicilia, in ettari. Per oggi il valore è approssimato.

Galleria

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